Carbonara di Nola - Il Culto universale dei Santi Medici - Iconografia e Venerazione dei santi Cosma e Damiano

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Carbonara di Nola

Il Culto

econdo Padre Simone Baggio [46] il Santuario-Parrocchia dei Santi Medici, antichissima chiesa romanica a tre navate, fu costruita su un precedente tempio 

pagano, come era consuetudine nell’architettura paleocristiana di edificare chiese cristiane sulle fondamenta dei templi preesistenti, per utilizzare nel contempo sia i materiali edili che il tracciato. Il tempio dei Santi Medici è stato nel corso dei secoli continuamente ristrutturato ed ampliato, fatta eccezione della torre campanaria, che non ha subito durante questo lungo lasso di tempo grandi trasformazioni, conservando quasi intatta la sua linea architettonica. Per procedere nel lontano 1535 alla creazione della Parrocchia, nacquero disparità di opinioni fra i due importanti casali: Torrazzano e Carbonara. Gli abitanti del primo tifavano per l’ampliamento della Cappella di S. Giovanni Battista, fatta erigere da Martino di Manzo attigua alla sua abitazione, come si legge nel testamento nuncupativo, redatto in latino il 6 marzo 1464 dal notaio Santillo Vivenzio, in modo che fosse elevata a parrocchia; gli abitanti, invece, del secondo casale puntavano sulla chiesetta 

dell’Annunziata. Per dirimere la controversia, di comune accordo, fu scelta quella dei Santi Medici, antica cappella padronale della famiglia dei Cesarini, che abitavano a Nola dirimpetto alla chiesa di S. Giuseppe, in quanto era ubicata alla medesima distanza tra i due casali contendenti e, per l’occasione, fu piantato un ramo d’olivo (tuttora si ammira nello spiazzale antistante la chiesa, l’annoso e contorto albero), a testimoniare ai posteri non solo il fausto avvenimento, ma anche la coltivazione nelle nostre ubertose colline della tradizionale e pacifica palma di Cristo.

Inoltre fu anche stabilito, nel contempo, l’ampliamento della predetta cappella e fu dotata, divenuta ora parrocchia, dei beni, alla stessa guisa come era avvenuto da parte di Martino di Manzo della Cappella di S. Giovanni Battista.

Già nel 1690 circa, si contavano ben ventisette lasciti alla Parrocchia dei Santi Medici Cosma e Damiano, come ci tramanda il Parroco don Filippo Ferraro e come si evince dalla Santa Visita effettuata il 7 novembre 1695 dal Rev.mo Vicario Foraneo, Scipione Carbone [
48].

Il casale di Carbonara, perché la lite si era risolta bonariamente, donò alla Parrocchia dei Santi Medici una campana, tuttora esistente, di circa Kg 250 “facta de elemosina B.V. Annunziata dicale A.D. 1535”, mentre il casale di Torrazzano offrì - come si tramanda - un orologio per la torre campanaria, in ricordo dell’amichevole transazione. I resti metallici di tale orologio si sono conservati fino alla fine dell’800 in un angolo della medesima torre. Inoltre i fedeli dei due casali consegnavano ogni anno al Parroco - come era stato stabilito - le decime di “grano, germano, orgio, miglio, fave et vino ad arbitrum boni viri”.

Poco si sa dell’introduzione del culto in Carbonara per i due Santi Fratelli Medici e Martiri dell’Oriente Cosma e Damiano; si pensa che fu importata tale devozione o dalla famiglia Cesarini o da qualche influente feudatario, in quanto esistono nella Parrocchia due statuette in legno a mezzo busto, di sicura fattura quattrocentesca e, forse, furono le prime statue dei Santi Medici venerati a Carbonara [
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Con la bolla dell’8 aprile 1919 il Vescovo di Nola, Mons. Renzullo, concesse all’altare maggiore “il privilegiato quotidiano” e con il rescritto della sacra Congregazione dei Riti, datato 16 febbraio 1938, in seguito a richiesta del Parroco don Gianlorenzo Addeo e in considerazione della diffusione del culto che, attraverso i secoli, si era sempre di più rinsaldato nel cuore dei cittadini, fu decretato che i SS. Medici fossero non solo Titolari della Parrocchia, ma anche i “Patroni aeque principales” di Carbonara insieme a S. Biagio, patrono del Mandamento di Palma Campania.

Risulta assai difficile tracciare un quadro completo ed esaustivo della Parrocchia dei Santi Medici, sia in ragione della struttura architettonica con i suoi successivi rifacimenti, ampliamenti e sovrapposizioni di stili diversi, sia per quanto riguarda l’erezione e lo sviluppo della Parrocchia - Santuario, e sia infine per l’acqisizione e lo sviluppo del culto stesso dei Santi Medici Protettori e Patroni. Infatti, nel procedere a ritroso ci si imbatte in un profondo e lacunoso disinteresse nelle archiviazioni parrocchiali (mancanze, omissioni, deperimento del materiale cartaceo ed incuria), ma anche negli archivi ufficiali, Archivio di Stato di Napoli, Archivio Storico Diocesano di Nola, e Archivio di Montevergine. L’informazione più antica che possediamo la possiamo ricavare in una notizia di passaggio nella relazione della Santa Visita del 10 maggio 1580 al Vescovo Mons. Filippo Spinosa, da parte del Parroco don Cesare Barbarolo, nella quale presentò la bolla di possesso della Chiesa di Maria SS. Annunziata e dove si legge testualmente che dopo la visita: «ad Parrocchialem Ecclesiam SS. Cosmi et Damiani Casalis Carbonarae accessit ad Cappellam simplicem sub vocabulo Annunciationis dicte» [
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Molto più recente, ma altrettanto significativa è la notizia sulla festività dei Santi Medici, che ricorre ogni anno il 26 settembre, e che richiama nel nostro paese una folla di popolo. Il quotidiano “Il Mattino” del 15 ottobre 1958 così riporta l’avvenimento religioso, che integralmente trascriviamo: «Carbonara di Nola, nella festività dei Santi Medici Cosma e Damiano, Titolari e Protettori della Parrocchia, offre ogni anno uno spettacolo di fede, degno delle migliori tradizioni religiose. Per tutta la giornata, un accorrere continuo di devoti pellegrini dai paesi vicini e lontani che, commossi, vengono a ringraziare i Santi per le grazie ottenute e, fiduciosi, ad implorarne altre. Tutti sostano in preghiere, in lacrime, supplichevoli e fidenti. Ognuno, nella nuova, ampia sala delle offerte, attigua al santuario, prende l’olio benedetto, una figura dei Santi, un oggetto di devozione.

«Al pomeriggio, la devozione fervorosa di tutti, paesani e forestieri, esplode in una manifestazione davvero imponente per numero e compostezza. Una vera marea di fedeli, in maggioranza scalzi e con ceri accesi, accompagnano le artistiche statue dei Santi Medici, tanto miracolose e così venerate, per le vie del paese, cantando e pregando. Diverse migliaia di fedeli si danno convegno a Carbonara, all’ombra del Santuario, che si presenta ampliato e bello in armonia di linee, in un candore di pregevoli stucchi.

«Lo spettacolo commovente di fede e di devozione raggiunge il momento culminante, a sera, nella piazza del Santuario, intorno all’ulivo plurisecolare che la tradizione vuole consacrato ai Santi Cosma e Damiano. Quivi, dopo la recita della supplica ai Santi Protettori, seguita da tutti con amore ardente e rinnovato, si impartisce la Benedizione Eucaristica alla quale segue il bacio delle reliquie dei Santi, mentre si accendono artistici fuochi pirotecnici.

«Questo commovente plebiscito di amore e di devozione verso i Santi Medici Cosma e Damiano, si rinnova ogni anno con fervore e numero di devoti sempre crescenti.


«Ed essi, i Santi, continua il giornalista de “Il Mattino”, con le segnalate grazie che, quali potenti intercessori presso Dio, largiscono a tutti i devoti, sparsi un po’ dovunque, pongono il suggello delle opere di Dio, al bene ed alle opere di culto e di zelo che si vanno realizzando a Carbonara... L’eco giocondo di tanto bene e di tali opere, si diffonde oltre Oceano, mediante il bollettino parrocchiale “I Santi Medici Cosma e Damiano” che viene spedito gratuitamente ai numerosi devoti e fedeli ed a quanti ne fanno richiesta.

«Un’eco più viva, più sonora, queste note di cronaca, vogliono ora diffondere, in un giro più largo, non solo nella vasta diocesi di Nola - è sempre il giornalista che parla - che, pagine stupende di fervore apostolico di rinnovata vita cristiana, scrive a getto continuo nei fasti gloriosi della Chiesa Nolana... Si indirizza questa eco ai fedeli, agli amici e simpatizzanti di ogni paese, di ogni città, di ogni borgata della Penisola, col desiderio di suscitare ovunque ed in ciascuno, nuovi consensi e palpiti nuovi di amore per il bene e per il bello, di simpatia crescente per questo ridente ed ospitale paese della Campania, posto al confine tra la provincia di Napoli e quella di Avellino.

«Particolarmente - è sempre il giornalista de “Il Mattino” che parla - si rivolge agli organizzatori di gite o pellegrinaggi, un po’ dovunque, perché possano puntare a Carbonara di Nola, al novello Santuario dei Santi Medici Cosma e Damiano.

«Non rimarranno delusi. Ci ritorneranno, attratti dal fascino portentoso dei Santi Medici, dall’aria salubre, dalla bellezza naturale del paese, situato in collina ridente e verdeggiante, donde, in un arco meraviglioso, si abbraccia con lo sguardo, una larga parte della diocesi nolana, quella più feconda e solatia della Campania Felice, dal Vesuvio ai Camaldoli, da Marigliano a Mondragone, ai Camaldoli di Nola».

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