Verona - Il Culto universale dei Santi Medici - Iconografia e Venerazione dei santi Cosma e Damiano

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Verona

Il Culto
L'affresco è posto sulla fiancata sinistra della chiesa sopra la porta che dà nel grandioso chiostro

a basilica di San Zeno a Verona è considerata uno dei capolavori del romanico in Italia. Si sviluppa su tre livelli e l'attuale struttura fu impostata nel X-XI secolo. Ospita numerose opere

d'arte, tra cui un capolavoro di Andrea Mantegna ed un affresco in cui sono raggigurati I Nostri di anonimo veronese del secolo XIV-XV sulla fiancata sinistra della chiesa sopra la porta che dà nel grandioso chiostro. I due Santi Medici sono raffigurati a lato di san Zeno. Il santo a destra veste il lucco lungo fino ai piedi di colore violaceo accollato con due ampie maniche bordate di bianco; in testa ha il cappuccio dal lungo

beccuccio ricadente sulle spalle e guarnito di vaio, nella mano sinistra ha la scatola chiusa; il santo alla sinistra veste il robone verde, finemente pieghettato e lungo fino ai piedi con ampie maniche bordate d’oro; nella mano sinistra ha la piccola ampolla; sul capo vi è una cuffia verdastra orlata di giallo; i calzari sono verdi.

Un altro affresco si trova nella chiesa di Sant’Eufemia, chiesa già esistente nel 1140 e dal 1262 officiata dagli Agostiniani. Nell’abside di destra o cappella di Verme Spolverini è rappresentata la Madonna in piedi con il Bambino, posizione eccezionale nella pittura veronese, con i santi Cosma e Damiano e l’offerente. L’ opera del secolo XIV appartiene alla cerchia di Francesco Caroto (1488-1555). Recentemente restaurata, la stessa ci permette di ammirare purtroppo solo il santo alla sinistra, che porta copricapo rotondo, rosso e guarnito di vaio, la mantellina di ermellino su veste lunga fino ai piedi e dalla quale si intravedono le mani; essa è coperta da una mantella rossa; in testa il cappuccio rosso è pure guarnito di vaio; il Santo
stringe al petto il libro. Del santo di sinistra possiamo dire solo che veste mantello giallo oro su vestito verde a pieghe; porta in vita la cintura con appesa la borsa, nella mano destra vi è un piccolo recipiente. Purtroppo il volto è stato sommariamente restaurato, per cui si intravede solo parte del viso. L’ altare e la cappella furono venduti, nell’ultimo quarto del secolo XV, dalla Famiglia Spolverini all’Arte degli speziali e merzari [merciai] con il diritto di riscatto. Gli affreschi, opere del XIV secolo, sono interessanti soprattutto per il vestiario dei due Santi che ci ricollegano all’abbigliamento dei medici del Rinascimento fiorentino.
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