Terlizzi - Il Culto universale dei Santi Medici - Iconografia e Venerazione dei santi Cosma e Damiano

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Terlizzi

Il Culto

 a Parrocchia "Santi Medici" nacque in seno a una confraternita laicale, quella appunto, dei Santi Medici, e ne assunse anche la denominazione, quando ormai quella storica 

originaria, sotto il titolo della Madonna delle Grazie, aveva perso ogni mordente devozionale sperdendosi tra i tanti altri titoli mariani seguiti dal popolo devoto.

Sotto quel titolo mariano i soci fondatori intesero porre infatti il proprio sodalizio confraternale nell'atto costitutivo di fondazione, redatto il 9 aprile 1822, non mancando l'iniziale e plebiscitaria devozione popolare per quell'antico titolo mariano di propiziarne l'ampia approvazione da parte delle autorità ecclesiastiche, ricevendo altresì, l'anno seguente ( 9 maggio 1823 ) il legale regio assenso per il proprio statuto sociale. Ma poi tutto accadde come per inerzia in un contesto di traversie che caratterizzarono i primi decenni di vita di sodalizio.

Ramingo da una chiesa all'altra e sempre alla ricerca di una propria identità, era ospite nell'oratorio di Torre Carelli quando venne maturando l'esperienza di un nuovo indirizzo culturale, assecondando un'antica e rinverdita devozione popolare versi i Santi Medici. Fu, così, che nel 1857 per deliberazione assembleare la fratellanza decise all'unanimità di assumerne il relativo titolo, unendolo a quello originale della Madonna delle Grazie. Fu una mossa indovinata che spianò la strada alla soluzione del problema più impellente, quello della ricerca di una propria identità e, soprattutto, di una propria sede stabile, rimeritandogli un più ampio favore presso il numeroso pubblico di devoti che lo sorresse nella difficile intrapresa costruzione di una propria chiesa.

Non ci mise molto a individuare e ritagliarsi un idoneo spazio nel contesto urbano con la scelta del suolo edificatorio, puntando decisamente sull'acquisto di alcuni stabili fatiscenti situati su via Piave, una delle tante strade aperte all'epoca del maggiore incremento edilizio. Nei primi mesi del 1924 venne aperto il cantiere e l'8 luglio del 1928 la chiesa ebbe la sua agibilità con una prima benedizione del vescovo diocesano tra il tripudio festante dei tantissimi devoti e benefattori. Si attese però il completamento delle rifiniture per la consacrazione che venne officiata il 31 agosto del 1930 dallo stesso vescovo diocesano mons. Paquale Gioia, ponendola sotto il titolo dei Santi Medici Cosma e Damiano.

E su questa chiesa confraternale, a distanza di poco più di un decennio, cadde la scelta per istituirvi una nuova parrocchia, proprio nel cuore di quel popoloso quartiere in continua e rapida espansione urbanistica, lungo la direttrice della grande arteria di collegamento fra l'estrema periferia di Santa Maria della Stella con il nuovo borgo.
E di tanto tenne conto il vescovo diocesano dell'epoca, mons. Achille Salvucci, che con suo decreto dell'8 giugno 1945 eresse la chiesa dei Santi Medici in Vicaria curata.
Solo quando, a distanza di alcuni anni in osservanza di specifiche normative canoniche, venne costituita la dote beneficiale, lo stesso vescovo Salvucci fu in grado, nel 1960, di elevare la Vicaria curata in Parrocchia autonoma, ponendola, naturalmente, sotto il titolo dei Santi Medici Cosma e Damiano.
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