Taranto (città vecchia) - Il Culto universale dei Santi Medici - Iconografia e Venerazione dei santi Cosma e Damiano

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Taranto (città vecchia)

Il Culto

Taranto il culto dei Santi Medici fu introdotto probabilmente nel XIV secolo, ma le prime testimonianze risalgono al XVI secolo. La chiesetta intitolata a Santa Maria di 

Costantinopoli é dovuto al fatto che in chiesa c'è una tela raffigurante la Madonna di Costantinopoli con i Santi Cosma e Damiano. Oggetto del culto sono due statue lignee, settecentesche, di scuola veneziana, lo cui iconografia si discosto notevolmente da quella ufficiale: i due santi, che vestono abiti orientali, sono due immagini speculari e recano l'uno la palma nella mano destra e la scure, strumento del martirio, nella sinistra; l'altra la palma nella sinistra e la scure nello destra. Ai loro piedi, sul basamento, sono apposti i simboli della loro professione medico: l'unguentario e il caduceo. 


Attualmente vengono portate in processione due statue nuove, che vengono "vestite" qualche giorno prima della festa. Alla vestizione sono preposte le donne, che appongono alle statue i preziosi abiti di seta riccamente ricamati. Subentrano quindi gli uomini, che hanno il compito di apporre le aureole, i simboli del martirio e, sul basamento, i simboli del loro status di medici. 

Molto attiva è la confraternita. A tal riguardo il De Vincentis così la descrive: " In mezzo alla città vecchia di Taranto, in fondo allo 

sdrucciolo volgarmente detto Pistorgolo, era la chiesetta di Patronato del Rev.mo Capitolo, la quale accolse, verso la fine del secolo XVI, la Confraternita dei Ss. Medici Cosma e Damiano. In essa dal 1582 era allocata la Confraternita sotto il titolo, di Santa Maria di Costantinopoli. L'immagine, caduta la città in mano dei musulmani, fu portata da Fr. Pietro Tommaso Carmelitano a Corone in Grecia, dove era Vescovo. Venuta anche in questa città in potere dei Turchi, la famiglia del prelato, profuga in Italia, se ne venne nel Monferrato e dopo in Taranto e ottenne di mettere detta immagine sull'altare maggiore. "Così il De Vincentis Opere e luogo citati " [20]

Pochi anni dopo fu accolta anche nella stessa chiesa, ingrandita e abbellita alquanto, la Confraternita dei Santi Cosma e Damiano, che nel 1776 ottenne dal re Ferdinando IV il Regio assenso della fondazione e della Regola.
Essa si affermò per la divozione e comportamento dei confratelli e per i numerosi prodigi che i Santi Medici operavano. Tra gli atti di religione, gli iscritti alla Confraternita solevano fare tutti i giovedì la colletta per celebrare, la domenica seguente, una messa pro Remissione peccatorum degli agonizzati della città. Pensiero cristianamente commendevole per assicurare, in certo modo, la salvezza delle anime di coloro che erano prossimi a rendere l'anima a Dio [
21].


Nella chiesetta, il culto dei detti Santi si affermò sempre più per i continui e numerosi prodigi che si operavano.

La confraternita, una delle più numerose tra le moltissime altre che ci sono in città si distingue per lo zelo e l'osservanza della Regola e nel celebrare il 27 Settembre una festa civile e religiosa imponente, che attira l'attenzione dei fedeli e devoti di Taranto [22], provincia e dell'intero Salento. 


Da un pò di anni i simulacri sono stati trasferiti dal santuario di Santa Maria di Costantinopol alla chiesa di san Giuseppe (via Garibaldi) causa il degrado della zona circostante. 

Dal 1970 la festa ha avuto una duplicazione, non del tutto accettata dai vecchi tarantini veraci, dettato dall'espansione urbanistica della città: è stata aperta al culto un'altra chiesa dedicata ai Santi Medici ubicata in uno dei rioni periferici dello città nuova, con statue diverse ed una propria processione che rimane circoscritta alla città nuova.


Si ringrazia il sig Vito Bruno per la realizzazione delle immagini.

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