San Cosma di Monselice (Veneto) - Il Culto universale dei Santi Medici - Iconografia e Venerazione dei santi Cosma e Damiano

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San Cosma di Monselice (Veneto)

Il Culto

l primo documento che parla della chiesa campestre dei santi Cosma e Damiano è del 1213; in esso è precisato che essa si trovava nella contrada Stortola di Monselice, vecchio nome che la frazione mantenne fino al ventesimo secolo [33]. Anche il Vescovo di

Padovan nella sua visita pastorale del 1489, visitò quella chiesa, scrivendo poi che era lunga circa dieci metri, larga cinque e che aveva quattro altari. Nella visita vescovile del 1571 fu riscontrato invece che nella chiesa era rimasto un solo altare ed era collegata alla chiesa prepositurale di San Matteo di Vanzo. Il vescovo san Gregorio Barbarigo nel 1665 visitò la chiesa e scrisse che era diventata un

romitorio dove vivevano alcuni eremiti. La relazione di un’altra visita pastorale del 1686 dice invece che la chiesa era sotto la giurisdizione di quella di San Martino di Monselice e che in essa si insegnava dottrina cristiana ai fanciulli e alle fanciulle. Infine nel 1915 il Vescovo la eresse in curazia determinandone i confini. Nel 1919 quella curazia fu trasformata dal vescovo Pelizzo in parrocchia autonoma e vi fu nominato parroco don Domenico Favero. Fino a quel tempo la chiesa si trovava alla confluenza tra la provinciale per Vanzo e una via della frazione Stortola, ora chiamata via “Chiesa Vecchia”. Il nuovo parroco, constatando che quella chiesa era decentrata rispetto all’agglomerato frazionale che si era formato nei tempi, spostò la costruzione della nuova chiesa nel luogo ove c’erano i maggiori insediamenti abitativi.

L’edificazione della chiesa iniziò nel 1922, poi in rapida successione fu completata con altre strutture per creare un complesso efficiente, tanto che conserva nell'abside una grande tela [27], di autore ignoto del secolo XVII che rappresenta il Salvatore e, ai suoi piedi, quattro santi: Cosma, Damiano, Antonio e Bovo. Per il restauro eseguito nella parte superiore conserva il suo aspetto originale solo nella parte inferiore comprendente i quattro santi. Cosma ha come copricapo, in uso ancora tuttora dai medici padovani nelle cerimonie ufficiali, il tocco nero, la mantella dottorale di ermellino su cappa nera e ha le sembianze di un uomo maturo, ma non vecchio, sguardo penetrante e intelligente, il volto incorniciato da una barba rossastra; nella mano destra regge il libro e nella mano sinistra la palma del martirio. Damiano piú giovane non ha copricapo, forse a dimostrazione di un grado accademico inferiore; è imberbe, ha nella mano sinistra il ricettario e la palma del martirio. Entrambi non sono nimbati.

Nel 1925 fu costruita la canonica e nel 1929 il campanile. Nel frattempo nel 1927 l’autorità competente costruì le scuole. Don Domenico Favero lavorò intensamente per oltre 25 anni e riuscì a creare una parrocchia piena di iniziative e fermenti. L’amministrazione comunale di Monselice, a ricordo di quel sacerdote pieno di fervore pastorale, intitolò al nome del parroco don Domenico Favero il sagrato ormai diventato la piazza frazionale. Dopo poco, per significare che il vero centro propulsore della frazione era stata ed era ancora la nuova chiesa del santi Cosma e Damiano, il Presidente della Repubblica, su proposta del Consiglio comunale di Monselice, decretò il cambio del nome della frazione da Stortola a San Cosma. I parroci che succedettero a don Favero abbellirono la chiesa e costruirono un centro ricreativo e di aggregazione. Attualmente a San Cosma vi è anche il cimitero.

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