Salò - Il Culto universale dei Santi Medici - Iconografia e Venerazione dei santi Cosma e Damiano

Vai ai contenuti

Menu principale:

Salò

Il Culto

 l Duomo è dedicato a Santa Maria Annunziata, la sua costruzione viene iniziata nel 1453; ha lo stesso stile del Duomo di Verona “S. Anastasia”. Carlo Borromeo lo visitò 

nel 1580. Nel 1797 è stato devastato in seguito alla Campagna Napoleonica. Dal 1807 con una nuova legge vengono presi numerosi quadri da altre chiese salodiane e spostati nel duomo. A seguito del terremoto del 1901 ci sono stati restauri che vengono ricordati con una lapide.
L'interno è caratterizzato da due file di pilastri dalla base ottagonale, ricoperti di pietra grigia, alti 9,10 metri che dividono in tre navate l’ interno. Le due file contano in tutto otto colonne e quattro 

mezze colonne che si trovano in fondo e in testa. Dal punto di vista culturale il duomo conserva diverse opere tra cui una spettacolare volta, dipinta con una quadratura prospettica unica, offre un gioco prospettico sorprendente: le colonne che sembrano scolpite e non dipinte, sostengono al centrol'affresco della Gloria Celeste con la Trinità adorata dai Martiri, dei quali la cappella conserva le reliquie.

Percorrendo le navate si incontrano altri altari dedicati a San Carlo, a san Cristoforo, al Santo Nome di Gesù, a Santa Teresa, a Sant'Antonio Abate e ad altri santi, in stili diversi che ricordano il trascorrere dei secoli e il cambiamento di gusto dei fedeli. Tra questi sulla parete alle spalle di chi entra: al centro troviamo il martirio di S. Giustina, dipinto ad olio su tela di Andrea Bertanza, dalla parte del campanile troviamo numerosi strappi d'affresco: S. Rocco di autore del XVI sec., S. Agata (1485) di Giovanni da Ulma, la Processione di Santi portacroce, la Madonna in trono tra due santi, S. Caterina inginocchiata davanti alla Vergine; dalla parte verso il lago: un affresco di Giovanni da Ulma raffiguranti i santi Cosma e Damiano e S. Lucia di Giovanni da Ulma, S. Secondo, S. Cristoforo, Storie di Giobbe, SS. Giobbe e Caterina. Un cenno a parte merita il meraviglioso crocifisso in legno del XV secolo, che Mantegna non esitò a definire “il più bel crocifisso che avesse mai visto”.

Pubblicato il 21 ago 2015 ore 19:04

Torna ai contenuti | Torna al menu