Ruvo di Puglia - Il Culto universale dei Santi Medici - Iconografia e Venerazione dei santi Cosma e Damiano

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Ruvo di Puglia

Il Culto

l particolare legame che lega Ruvo e i ruvesi ai fratelli martiri Cosma e Damiano ha origini abbastanza recenti ma, non per questo, la devozione è flebile o poco sentita. Risalgono al 

1911 le prime testimonianze di devozione ai due santi medici "anargiri". In quell'anno, infatti, viene stampato a Ruvo un libretto di preghiere loro dedicato che porta l'Imprimatur dell'Autorità Ecclesiastica dell'epoca, da identificare nel vescovo della Diocesi di Ruvo - Bitonto, mons. Pasquale Bernardi. Il culto si sviluppò, per la prima metà del secolo, nella Cattedrale dove erano custodite le statue dei Santi Cosma e Damiano, donate alla città dalle nobili signorine Maria ed Elisabetta Altamura. Le immagini vestite dei due santi furono scolpite a Napoli dallo scultore ruvese Giuseppe Pellegrini [12], molto attivo nel panorama partenopeo, che si limitò a realizzare in cartapesta solo

volti e gli arti. La struttura interna, come del resto avviene per la maggior parte delle statue vestite, è, invece, in legno ricoperto da un’imbottitura di bambagia e crine. Nelle mani, secondo l’iconografia tradizionale, i due Santi taumaturgi portano la palma del martirio e la cassetta degli strumenti della professione. Anche le vesti hanno un proprio significato: le tipiche forme orientali ricordano la provenienza dei due Santi, mentre i colori accademici, rosso e verde, ricordano, nuovamente, la professione medica. Nel corso dei decenni, il culto ai due santi non ha mai subito momenti di stallo tanto che, nei primi anni 50, si iniziò un’attenta opera di restauro della piccola Chiesa dedicata a S. Maria di S. Luca in via Le Monache, da tempo chiusa, con lo scopo di predisporla ad accogliere i simulacri dei due Santi. I restauri, completati nel 1952, danno al piccolo saccello un’aspetto pulito e moderno e consentono, inoltre, la riapertura dello stesso al culto, come voluto dagli ormai ex proprietari, la famiglia Testini, nell’atto di cessione al Capitolo Cattedrale datato 1942.

Sarà proprio il 1952 l’anno della riapertura che coinciderà con il trasferimento nella chiesetta del gruppo statuario dalla Cattedrale per volere del vescovo mons. Aurelio Marena. Da questo trasferimento, la devozione ne uscirà rafforzata tanto che, solo due anni dopo, nel 1954, verrà fondata la Pia Unione dei Santi Medici, Cosma e Damiano con lo scopo di organizzare il culto e la festa esterna da svolgersi nella seconda metà di Settembre, in concomitanza con la tradizionale Fiera di S. Angelo. Da ricordare, negli anni 60, l’accorpamento della festa esterna di S. Rocco, compatrono con Biagio e Cleto, alla festa dei SS. Medici, resosi necessario per consentire una più grande partecipazione popolare alla festa del patrono minore. Nel corso degli anni, inoltre, la tradizionale processione mattutina venne posticipata dal 26 Settembre, ricorrenza religiosa, alla domenica immediatamente successiva, per consentire a tutti la devozione. Da segnalare, in particolare, lo stuolo di donne e uomini che hanno chiesto e ottenuto dai Santi una grazia e che sfilano scalzi subito dopo il simulacro.

Il culto ai santi taumaturgi si è ancor di più rafforzato agli albori del XXI secolo con un importante restauro, sotto la direzione della Soprintendenza, che ha riportato allo splendore originario le statue, facendo riemergere nuovi particolari, e che ha donato alle stesse due nuove palme d’argento e un nuovo piedistallo in legno scolpito. Lo scorso anno, in occasione del centenario delle Statue, è stata indetta una pubblica sottoscrizione presso la Chiesa per la realizzazione di due nuove vesti per i Santi osma e Damiano, benedette in una funzione pubblica dal Vescovo Mons. Luigi Martella. Oggi, 26 settembre, alle 18.00 Messa Vespertina in Largo le Monache mentre domenica 30 Settembre dalle 8.00 processione per le vie cittadine del simulacro dei Santi Medici.
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