Palermo - Il Culto universale dei Santi Medici - Iconografia e Venerazione dei santi Cosma e Damiano

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Il Culto

'imponente mole della Chiesa dei SS. Cosma e Damiano si leva all'angolo tra Piazza Beati Paoli e Via Gianferrara, a due passi dal celebre Mercato del Capo. Realizzata nel 1576, 

pervenne alla Confraternita dedicata ai due Santi Medici circa un quarto di secolo dopo. Nel tempo, pur conservando l'antica denominazione, entrò nella disponibilità di altri gruppi religiosi organizzati. L'interno presenta un'ampia navata centrale e due laterali divise da colonnati che sorreggono archi a tutto sesto. L'abside squadrato è preceduto dal transetto.

Terminati i lavori di restauro si spera in un ritorno delle opere d'arte conservate al Museo Diocesano nonchè nell'apertura dell'edificio monumentale alla città. Nella cattedrale di Palermo, precisamente nella cripta tra i tanti cimeli che compongono il tesoro della cattedrale troviamo un reliquiario dei santi Cosma e Damiano.  Antonino Mongitore (cfr. A. Mongitore, La Cattedrale di…, sec. XVIII) nella "La Cattedrale di Palermo", menziona il reliquiario asserendo che viene già citato nell’inventario del 1555, in cui viene così descritto: "item una reliquia d’argento con suo pedi e… in capo della cassetta d’argento nominata di S. Cosma e Damiano intro la quale cassetta vi sono reliquie di detti Santi di peso …"


Il De Ciocchis nelle sue "Sacrae Regiae Visitationis per Siciliam" del 1743 ricorda "due statuette piccole dei SS. Cosma e Damiano di argento dorato che sono collocate nel reliquiario di rame dorato fatto all’antica a sei facciate con suoi cristalli, dentro del quale sono le reliquie dei detti Santi" (cfr. M.C. Di Natale, Il Tesoro della…, 2001, p. 5).

Anche il Di Bartolo lo cita (cfr. S. Di Bartolo, Monografia sulla Cattedrale…, 1903, p. XXXII) nella sua Monografia sulla Cattedrale di Palermo, stampata nel 1903. Lo inserisce all’interno dell’elenco delle "Reliquie che conservansi nella cassaforte del Tesoro, nella sagrestia dei Canonici e nella cappella del B. Pietro Geremia" al n. 42, parte del Braccio di S. Cosma e delle ossa della mano di S. Damiano. Reliquiario antico".

L’opera sembra essere stata realizzata in una bottega toscana, e forse con più precisione senese. Anche la Di Natale la inserisce fra le opere del XIV secolo di importazione toscana.

Lo stelo reca un’iscrizione, di cui si riesce a leggere solo la parte iniziale "hoc tabernaculum…", il resto è incomprensibile.

Potrebbe trattarsi di un ostensorio che successivamente venne trasformato in reliquiario dei SS. Cosma e Damiano, con smalti limosini.

L’opera presenta una base mistilinea, con motivi a cesello che potrebbe rappresentare una corolla o una stella, da cui si erge uno stelo esagonale con motivi di pampino su smalto bleu. Al centro del fusto si trova un nodo ad andamento sferico con calotte sezionate che si articola in sei oculi decorati in smalto limosino, raffiguranti (da sinistra a destra) il Cristo (privo di smalti), la Vergine, probabilmente S. Agostino, S. Antonio Abate, un apostolo e S. Giovanni Evangelista.

Il reliquiario termina con un ricettacolo a forma di guglia esagonale cuspidata con facce lavorate.

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