Noicattero - Il Culto universale dei Santi Medici - Iconografia e Venerazione dei santi Cosma e Damiano

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Noicattero

Il Culto

di Maria Rita Divittorio [212]


La venerazione dei santi Cosma e Damiano a Noicattero ebbe inizio 

nel “Casale”, dal culto privato di un giovane operaio: Olimpio Moncelli. Da devozione personale divenne rionale, fino a tramutarsi in festa pubblica, quando tale iniziativa ottenne maggiore coinvolgimento ed attaccamento da parte del popolo. Le statue dei due Santi vennero dapprima comprate e poi donate alla chiesa del Carmine, ma appena qualche anno dopo il loro culto vennero trasferite nella vecchia chiesa del Soccorso.


Siamo agli inizi del Novecento e con l’arrivo dei Santi Medici la chiesa del Soccorso acquistò un nuovo splendore, e da allora la partecipazione dei nojani alla festa e alla processione è stata sempre sentita con grande devozione.

Oggi, praticamente, dopo la scomparsa della chiesa e il trasferimento di questa celebrazione all’immacolata, la festa dei Santi Medici è l’unica che conserva il ricordo delle numerose funzioni religiose che si svolgevano nella vecchia chiesa del Soccorso.

Negli anni ‘60 cominciò per l’edificio sacro il periodo che ha segnato il declino, l’abbandono e il deterioramento di tale struttura. La chiesa rimase chiusa per diversi anni, vennero murati la porta d’ingresso e il finestrone, in attesa dei restauri promessi dal personale della Sovraintendenza a tutela dei Beni Culturali. La chiesa rimase così esposta ad atti vandalici e trafugamenti di suppellettili sacri e beni dal valore artistico notevole. Il lento degrado della chiesa del Soccorso - realizzata nel ‘500 - si concluse in data 05/06/’73 con la sua demolizione, decisa dall’amministrazione comunale di quell’epoca (sindaco Donato Saponaro). La delibera del Consiglio era stata emanata nel momento in cui venne ritenuto opportuno abbattere l’edificio per salvaguardare la salute pubblica, a causa delle condizioni poco rassicuranti che scaturivono dalle perturbazioni meteorologiche. La decisione venne presa anche nel momento in cui venne considerato utile ampliare l’attuale piazza Umberto I.

[da La Voce del Paese del 8 Ottobre 2014]

Il paese vide cadersi addosso pezzi di alto valore storico, culturale, architettonico e affettivo. Sotto le macerie rimasero oggetti appartenenti alla chiesa, che diventarono di proprietà dei semplici cittadini, alcuni dei quali, ebbero la coscienza di restituire quanto trafugato.


Per questo motivo la celebrazione dei SS. Medici è fortemente voluta, oltre che per una questione di devozione ai Santi, anche per risanare le fratture presenti nella memoria di chi era legato dal punto di vista affettivo alla sacra struttura che non c’è più.

Nella memoria è viva anche la figura di chi ha permesso la continuità negli anni di questa tradizione. Rita Tagarelli ricorda simpaticamente Domenico Stancarone, detto anche “Minguccio fa la neve”, che per molti anni si è adoperato per raccogliere quanto occorreva per comprare le statue e svolgere i festeggiamenti a regola d’arte. Non sfugge alla memoria il sig. Tortelli, rinomato barbiere di quel periodo, che ha cercato di risanare questa ricorrenza che pian piano perdeva di spettacolarità e importanza.

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