Molfetta - Il Culto universale dei Santi Medici - Iconografia e Venerazione dei santi Cosma e Damiano

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Molfetta

Il Culto

a devozione dei molfettesi per i Santi Medici, venerati nella Parrocchia san Gennaro, è molto antica. Gli attuali simulacri, di autore ignoto, furono scolpiti 

in legno nel 1859 con denaro di Giuseppe Attanasio, il quale fece altresì riedificare nella cappella, entrando a destra, un altare in marmo con un cancello in ferro nonchè la base per le processioni, come si rileva dalla lapide posta sulla parete destra: “Omnipotenti Deo Sanctis Cosmae et Damiano aediculam Josephus Attanasio sumptibus suis ara de marmore excitato ipsorum et ligno simulacris ab integro sculptis pegmate quoque ad solemnem pompam opere caelato affabre confecto ferreis cancellis septam munivit hac lege ut quotannis in perpetuum XIV sacra et chorale anniversarium dormitionis die a curione peragerentur lapis marmorea causa positus Anno MDCCCLIX “. Don Saverio De Palma, parroco per molti anni della parrocchia san Gennaro, in un suo articolo pubblicato su “Luce e Vita” del 1981, ci fa sapere che nel 1955 il suo predecessore Mons. Donato Carabellese a rendere più 
fervido il culto dei Santi trasformò la cripta, destinata per la sepoltura dei fedeli defunti, a luogo di culto per i Santi. Successivamente la cripta, come luogo di culto, per varie ragioni risultò inadatta e fu adibita per attività pastorali e della A.C.R

Nel 1961 don Saverio De Palma destinò alla devozione dei Santi la cappella situata a destra dell’altare maggiore, costruita originariamente come sagrestia e poi adibita al culto di S.Luigi, fornendola di un altare in marmo su cui erano sistemate le due statue e decorandola con una vetrata, donata nel 1962 da Mastropierro Giovanni Battista, su cui è raffigurato il Cristo che guarisce un infermo per sottolineare la centralità di nostro Signore. Attualmente, per volontà del parroco don Giuseppe De Candia, le statue lignee dei Santi Medici sono ritornate nel loro sito originario (entrando cappella a destra).

Nell’iconografia molfettese dei Santi Anargiri è simboleggiata una colomba tra le due statue: com’è noto, la colomba è simbolo dello Spirito Santo. Lo dice Matteo (3,16) a proposito del battesimo di Gesù. Ma nella fattispecie, la colomba è simbolo di fedeltà poichè i colombi sono monogami. Infatti, i Santi Medici furono fedeli a Cristo fino alla morte.

La processione esterna ha luogo la seconda domenica di ottobre perchè, partecipandovi donne, uomini e giovani, questo dava la possibilità alla popolazione rurale di portare a termine le attività legate alla campagna vinicola. Inoltre, è l’unica processione che si svolge al mattino (a parte quelle della Settimana Santa), perchè in origine aveva una lunga durata. Infatti, iniziava alle ore 8 del mattino e terminava nel tardo pomeriggio verso le ore 16-17. Con il passare degli anni la durata si è sempre più ridotta, fino a raggiungere le attuali quattro ore (dalle ore 8 alle ore 12 circa) [65].

Segni distintivi di questa processione sono: la partecipazione a piedi scalzi di molti devoti e il procedere con grossi ceri accesi. In particolare, a Bitonto i devoti camminano di spalle e con lo sguardo fisso ai Santi. Per di più, alcuni ceri sono talmente ampi di diametro da essere trascinati su appositi carretti. Si tratta di ceri giganti che simboleggiano la devozione collettiva di gruppi di pellegrini. I piedi scalzi rappresentano la prova per attestare la propria fede e la propria riconoscenza ai Santi che hanno guarito nella malattia, hanno aiutato nel bisogno. Il cero rappresenta l’offerta come segno personale di forte partecipazione collettiva. 

Ognuno ha qualcosa da chiedere; ognuno spera in qualcosa, in una grazia da ricevere.

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