Ginosa - Il Culto universale dei Santi Medici - Iconografia e Venerazione dei santi Cosma e Damiano

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Ginosa

Il Culto

umerosi ritrovamenti archeologici, con corredi funerari ricchi di ceramiche peucete, ioniche, corinzie e attiche, raccontano come il territorio di Ginosa 

fosse sede di un insediamento indigeno dell’età arcaica, fervido di scambi commerciali e culturali con i circostanti centri apuli e lucani. La storia continua con la città magno-greca, testimoniata dalla necropoli con sepolture a fossa o sarcofago monolitico. Dal II sec. a.C. in Genusia si afferma la grande forza dell’Impero Romano, di cui diviene praesidium grazie alla sua posizione strategica. La floridezza della Genusia Romana è testimoniata fino al IV sec. d.C. Siamo nella prima metà del sec. X quanto la venuta dei monaci, prevalentemente basiliani, riporta nel meridione d’Italia quella ventata di riellenizzazione conseguente al dominio bizantino. Nasce così una città presepe, raccolta ai piedi del Castello Feudale e della Chiesa 

Matrice, che appare misteriosa nel profondo della tortuosa gravina. Villaggio concepito e strutturato come borgo medievale, ma scavato nella roccia dei pendii tufacei della gravina, dove abitazioni, chiese, cappelle, laboratori e molini testimoniano un ricco intreccio di arte, spiritualità e praticità. 

Le chiese rupestri di Ginosa, mostrano impianti latini assiali e longitudinali (testimonianza culturale di una ben incisiva presenza monastica benedettina nel luogo rispetto a quella italo-greca) ed elementi strutturali e decorativi spesso commisti, bizantini e romanici e talvolta gotici. Il centro antico di Ginosa è circondato da due insediamenti rupestri: Casale e Rivolta. Il primo, sconvolto nel 1857 da un gravissimo terremoto, conserva tra le chiese superstiti S. Vito Vecchio, S. Leonardo, Santa Domenica e Santi MediciQuest'ultima chiesa, risalente alla metà del ‘600, era un tempo la chiesa di S. Agostino. Costruita sulle fondamenta di una precedente cappella dedicata a “S. Maria delle Grazie” la chiesa, a vano unico con volta a vela lunettata, oltre all’altare maggiore, sormontato dalla statua dei Santi Medici, ha lateralmente cinque altari con le statue di S. Luigi, la Vergine Addolorata, Gesù Morto, S. Lucia e S. Biagio. La chiesa dei SS. Medici, ubicata nel Casale, vanta un dipinto dell'Ecce Homo, ascrivibile al XVI secolo. L'affresco dei santi titolari, invece, asportato alcuni anni fa, viene custodito nella parrocchia di San Martino.

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