Genova - Il Culto universale dei Santi Medici - Iconografia e Venerazione dei santi Cosma e Damiano

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Genova

Il Culto

l culto dei Santi Medici a genova arrivò verso il 1269 con le reliquie di S. Damiano portate da un Enrico Mallone e Nicolò Spinola da Costantinopoli [23]. Si può però ipotizzare che la dedicazione originaria fosse rivolta a quel S.Damiano che, nel VII secolo, si adoperò per la conversione dei Longobardi al cattolicesimo e diventò il primo vescovo cattolico di Pavia dopo la parentesi ariana. In effetti i primi documenti relativi alla chiesa dei SS. Cosma e Damiano la menzionano semplicemente come ecclesia sancti Damiani, mentre il doppio titolo compare solo a partire dal XIII secolo, probabilmente in concomitanza con il trasporto da Costantinopoli a Genova delle reliquie del santo medico. La zona intorno alla chiesa fu abitata in età medievale da famiglie dell’aristocrazia, legate, in età carolingia, alla presenza del vescovo a Genova che trovava in questi domini un appoggio alla sua politica. La chiesa è situata a metà tra le due parti più antiche della città, ossia alle pendici occidentali della collina di Castello ed ai limiti orientali del castrum romano. Il primo documento che comprova l'esistenza della chiesa reca come data il 21 aprile 1049 che è probabilmente l'anno della sua costruzione, mentre al 1147 risale probabilmente la funzione di parrocchia. Nel 1661 la chiesa viene trasformata in abbazia per l’intervento della marchesa Anna Maria Maddalena Grimaldi (come recita una lapide posta sul pilastro destro).

La chiesa, vittima del bombardamento navale francese del 1684, subì la ricostruzione delle coperture. Appartengono infatti a quell’epoca le volte a crociera in laterizio e intonaco sulle tre navate (risalgono a quest’epoca tutte le parti in mattoni presenti anche in latre parti dell’edificio). Tra le opere pittoriche sono da notare, tra gli altri, i Santi Cosma e Damiano che guariscono gli infermi di Gioacchino Assereto  [24] (XVII secolo). Quest’ultima, opera di grande interesse, è l’unica conservata nella chiesa attribuita a questo pittore anche se il Soprani [25] parla di più tele originariamente destinate a SS.Cosma e Damiano. La lettura dell’opera, da ascrivere al primo periodo del pittore (metà XVII secolo circa) per le evidenti ascendenze lombarde è fortemente compromessa, nonostante i restauri, dalle molteplici cadute della pellicola pittorica. In un scenario urbano che ricorda le imponenti architetture di Strada Nuova, il pittore raffigura i due Santi intenti a guarire persone di ogni età. Questa scena, impostata con grande capacità compositiva, luministica e coloristica e che nella narrazione è affidata ad un’attenta retorica dei gesti, è sovrastata dalla Vergine col Bambino su una nube sorretta da una turba di angeli.

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