Aegae (rovine) - Turchia - Il Culto universale dei Santi Medici - Iconografia e Venerazione dei santi Cosma e Damiano

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Aegae (rovine) - Turchia

Il Culto

oco più di un villaggio quella che un tempo fu una cittadina fiorente chiamata Aegea, sita sulla sponda occidentale del golfo di Issos. Plinio la chiama ‘città libera. E Strabone precisa che in essa aveva sede un distaccamento della flotta siriaca. Vi sono ricordati dei cantieri navali ed un faro. Sotto l’imperatore Alessandro Severo ottenne l’onore del neocorato a motivo del culto imperiale qui professato.

La vita religiosa della città sembra essere stata assai vivace, se si considera che in essa erano venerati Dioniso e Demetra, Zeus Eliopolitano e, soprattuto Asclepio che vi possedeva un famoso santuario e figurava come protettore della città. Circa una presenza cristiana già nel III secolo, siamo informati a partire dalla persecuzione di Numeriano (283-284 d.C.), sotto il quale morì martire Thallelaios. Stando alla versione araba della vita dei santi Cosma e Damiano, essi avrebbero esercitato il loro servizio di medici proprio ad Aegea dove sarebbero stati decapitati nella persecuzione di Diocleziano. L'ha rilevata la continuità con la tradizione medica attorno al santuario di Asclepio e poi espressa da questi due medici cristiani, cosiddetti ‘anargiri’, poiché prestavano le loro cure gratuitamente. E’ un fatto che ad Aegea sorse uno dei luoghi più importanti del culto dei santi Cosma e Damiano [
71].

La presenza di una comunità cristiana costituita è attestata altresì dalla successione dei vescovi che conosciamo a partire da Tarcodimanto che prese parte al concilio di Nicea (325). Sappiamo che intorno ad Aegea fiorì anche la vita monastica ed eremitica. Ce ne dà testimonianza lo scrittore e monaco Giovanni Mosco nato ad Aegea intorno al 550. E’ Giovanni ad informarci che nei pressi di Aegea esisteva un monastero chiamato Achiba (Il Prato 31); a quattro miglia dalla città viveva uno stilita di nome Simeone morto per un fulmine (Ivi 57); a trenta miglia altri due stiliti, uno cattolico e l’altro eterodosso (Il Prato 29), infine a dieci miglia da Aegea esisteva una chiesa dedicata a San Giovanni Battista e gestita da un sacerdote di grande virtù (Ivi 27). Ancora Giovanni ci riporta il nome di due asceti, Teodoro il filosofo e Zoilo il lettore, viventi ad Alessandria, ma entrambi originari di Aegea. A parte queste testimonianze di vita cristiana, la città di Aegea continuò a fiorire anche nel Medio Evo con il nome di Ajazzo o Lajazzo. Nella seconda metà del XIII sec. divenne anzi un importante porto del regno armeno di Cilicia e punto d’incontro commerciale tra oriente ed occidente. E’ da qui che Marco Polo iniziò
nel 1271 il suo viaggio verso la Cina (2). Nel 1347 passò definitivamente dal dominio degli armeni a quello dei mamelucchi.

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